venerdì 12 marzo 2010

Nei Bivi della Vita...

Ed ero lì, seduto, sull'ultima panchina del parco che, fin da piccolo, ho adorato...
E' il luogo più buio....
Guardo l 'ultimo lampione e lo vedo confondersi nell'immenso nero che mi circonda...
Penso a quanto possa essere ironica l'immagine di quella luce, seppur artificiale, che illumina le due stradine...
In questo parco ogni decisione, ogni bivio, ogni tassello del terreno, ti porta allo stesso identico punto: la fontana. Una piccola fontana al centro delle aiuole dove, di giorno, si osservano adorabili bambini giocare con quelle gocce d'invisibilità...
E vorrei... vorrei che ora il mio viso non fosse solcato dall'invisibile sgomento...
Anche io, da piccolo, ero quel fanciullo, quello che osservi rincorrer scoiattoli...quello che immaginava questo parco come una metafora di vita...ed invece....
Invece ora so che le strade, nella realtà, non portano mai allo stesso punto, allo stesso svincolo....
Solo i sotterfugi... si, forse, i sotterfugi ti portano allo stesso punto d'un altra strada, ma son rari e ardui... son strade dissestate da una macabra furbizia.... ed io, ora, ne vorrei uno per non dover intraprendere nessuna via.... magari che mi riporti indietro, anche se so che le mie mosse, i miei passi, i miei respiri saranno sempre quelli e nulla, assolutamente nulla, li modificherà... nemmeno la consapevolezza di dover, poi, decidere.... !
Mi asciugo una lacrima... amata oscurità che limiti la vista a chi, dall'altra parte, guarda verso di me...
Io che non so piangere al sole, alla luce di quel lampione, che corro sotto la pioggia per nascondere l'affanno del dolore....
Io che coraggio non ne ho mai mostrato... io che fierezza non ho mai innalzato...
Come vorrei scoprire che esser totalmente me stesso agli occhi del mondo fosse giusto.... scoprire la leggerezza.... e librarmi accanto a quella farfalla....volando....
Volando via da ogni responsabilità... da ogni ingiusta confusione....
Solcano, ancora, il mio viso le lacrime salate del' ingenua indecisione....
E l'istinto? Quello che ti spinge... quello che ti sprona.... quello che t'allontana?
Dove sei mio amato istinto?
Ripiegherei su di te ogni angusta decisione.... sceglierei in un secondo la strada giusta....e se sbaglierò...se commetterò qualche errore saprò dirmi che era solamente destino... che era istinto animale e non riflessione razionale....e non avrò colpa....
Perché, forse, è la colpa, la paura, la responsabilità a rendere amaro e complicato il proseguir del mio cammino....
Perché , forse, forza non ho per accettare le possibili conseguenze....

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